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Case History – Maeli, Colli Euganei. Una produzione legata al Moscato Giallo

Siamo sui Colli Euganei per analizzare forse il caso di successo enologico più interessante del territorio. Un’azienda moderna seppur contenuta nelle dimensioni. Incastonata tra i bellissimi sali e scendi dei colli vulcanici.
Una cantina che ha indissolubilmente tracciato le forme della propria enologia a quella del moscato giallo, seppur si dedichi anche ai rossi tipici della zona. La sua firma sono bottiglie sinuose dallo shape ricercato, giallo come loro o nere come le trachiti vulcaniche di questa terra. Vi presentiamo Maeli di Elisa Dilavanzo.

Il credo che unisce la varietà principale e la filosofia di produzione si può tradurre in due concetti base che la cantina sa proporre magistralmente: affinamento e versatilità. Due concetti che potrebbero contrastare l’uno con l’altro ma in Maeli questo non avviene grazie alla differenziazione della linea produttiva.

Affinamento e versatilità si traducono in pratica nel fatto che i vini Maeli escano almeno dopo due anni dalla vendemmia – per esprimere attraverso l’affinamento al meglio complessità aromatica, struttura e carattere –  e nel fatto che sia l’unica cantina ad aver declinato il Moscato Giallo in cinque versioni differenti: spumante dolce, metodo classico brut nature, vino frizzante imbottigliato con i propri lieviti e rifermentato in bottiglia secondo il metodo ancestrale, vino fermo secco, passito.

Civinization ha potuto intervistare Elisa Dilavanzo, titolare di Maeli per approfondire qualche retroscena e curiosità sulla gestione del marketing e della comunicazione. Ne riportiamo qui l’intervista integrale.

Dedichi molte energie All’ hospitality in cantina, e winetasting, come mai questa scelta? Hai finora ottenuto e raggiunto gli obiettivi prefissi?

Partendo dal presupposto che il vino è ambasciatore di un territorio, per me la cantina dovrebbe essere sempre di più un “contenitore” di esperienze. Oggi il winelover si spetta che il calice di vino lo porti alla scoperta del territorio che lo ospita, per questo le sinergie sono importanti. Subito usciti dal 1° lock-down in giugno, abbiamo organizzato ben 35 eventi in cantina, gestiti in sicurezza, dove i nostri vini abbinati ad eccellenze gastronomiche della nostra regione, sono stati protagonisti insieme alla musica e alle escursioni a piedi e in bicicletta, organizzate da tour operator locali. La gente ama fare esperienze, perciò ho investito molto sull’enoturismo. Anche la degustazione deve tradursi in emozione  e non essere pura didattica. Per questo ho creato tre percorsi di degustazione emozionale differenti tra di loro, “Welcome To Maeli”, “Giallo Rosa Rosso ” e “La Via Del Moscato Giallo”, cui si può partecipare non solo in cantina ma anche online.

Nei vostri social appaiono spesso sponsorizzate, che tipo di riscontro avete?

Generalmente positive, ma bisogna puntare secondo me su contenuti che creino emozioni e dunque non esclusivamente commerciali.

Vediamo che comunichi molto territorio e moscato giallo e magari un po’ meno le persone, perché questa scelta?

Il Moscato Giallo è stato purtroppo considerato a lungo poco interessante immeritatamente, mentre invece ha un potenziale incredibile, per questo ho voluto esprimerlo in 5 versioni diverse, per dimostrare tutta la sua versatilità. Nelle degustazioni lo propongo spesso come primo vino, abbinato a formaggi a crosta fiorita o a crostini di lardo speziato, contrastando così il cliché che lo vuole solo abbinato a dessert. Nella versione metodo classico brut nature ha sorpreso tutti. Bloomberg lo ha annoverato nel 2015 tra i migliori 10 vini del mondo, ha preso la medaglia d’oro francese Gilbert&Gaillard, e la medaglia d’oro Vini Buoni D’Italia. Inoltre ha portato nuova attenzione sul metodo tradizionale da vitigni aromatici, tutt’oggi ancora poco praticato per via della difficoltà di salvaguardare il profilo aromatico di questi vitigni spesso sovrastato dai lieviti. “La Via del Moscato Giallo”, la nostra degustazione top, è un vero e proprio viaggio nella conoscenza del Moscato Giallo, che va contestualizzata nei Colli Euganei, terre di antiche origini vulcaniche dove questo vitigno si esprime in modo unico. Nel piccolo comprensorio dei Colli Euganei si concentra il 54% della flora e della vegetazione del bacino mediterraneo. Un vero e proprio esempio di biodiversità. Pensate che nella parte più a nord ci sono boschi, mentre a sud dei Colli crescono la pianta del cappero, del fico d’india e pure lo zafferano! Come non comunicare un territorio cosi?

Nel tuo sito è presente un e-commerce, lo consiglieresti ?

Si assolutamente, di questi tempi è fondamentale,  ma senza un’adeguata comunicazione che informi la gente dell’esistenza della tua cantina e del valore aggiunto del tuo vino non sarebbe efficace.

Quanto secondo te concorsi e riconoscimenti internazionali aiutano in qualche modo l’approccio con buyer esteri e italiani?

Molto, gli enoappassionati s’informano e scelgono spesso i vini in base a punteggi nelle guide o a riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Social e Comunicazione vengono gestiti da autodidatta o supporto da agenzie esterne?

Seguo direttamente la comunicazione ma non i canali social, affidata ad un’agenzia esterna.