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come realizzare etichette vino e packaging d'impatto visivo

L’importanza del Packaging, molto più che semplice etichetta

Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase «Il libro non si giudica dalla copertina», ma puntualmente quando ti
ritrovi in libreria la prima cosa che noti, e che ti convince a informarti di più sul prodotto, è il design con cui
viene presentato?

Stesso concetto si può applicare al vino, il cui contenuto e gusto, a meno che non si conosca perfettamente
il produttore, è sempre un po’ un terno al lotto, motivo per cui, uno dei principali motivi che porterà
all’acquisto della bottiglia, sarà il modo in cui questa verrà presentata al possibile acquirente.
Oggi in un mercato che presenta un’infinità di prodotti simili l’uno all’altro, la chiave per essere scelti dove non è possibile comunicare direttamente col potenziale cliente è, come prima accennato, l’essere appariscenti, distinguersi dalla massa, offrire al cliente esperienze che non potrà mai vivere con gli altri competitor. Ed è qui che entra in gioco il packaging, ovvero la confezione in cui la nostra bottiglia verrà riposta e venduta.

Prima di fare un esempio pratico ci teniamo a chiarire una cosa, come spesso facciamo nei nostri articoli: il mondo del vino, come quello di altri prodotti, è vastissimo. Pertanto qui non si vuol armarsi della presunzione di dire che un vino per vendere ha per forza bisogno dell’etichetta più innovativa che possa esistere. Ci sono vini, e le etichette della Borgogna lo insegnano, che vendono benissimo forgiati di grafiche davvero anacronistiche. Ma in quei casi è la fama che precede la loro veste grafica a colpire un ristretto pubblico di appassionati, clienti storici e conoscitori del prodotto. Detto ciò, torniamo all’esempio.

le etichette di oltremare realizzate da civinization

La cantina Piandimare, per la quale Civinization ha curato tutta la parte grafica, etichette incluse, ha dotato i suoi vini di etichette dal design minimal ma curato nei dettagli con elementi di impreziosimento ben visibili e in grado di far percepire il valore del vino. Sono questi elementi ispirati al territorio di provenienza ed esaltati da vernici in oro e doppie etichette stampate su carte pregiate connotate da grammature consistenti e trame in particolari fibre vegetali.

il packaging di integrale rosato

Anche la linea dei due vini Oltremare è stata studiata nei dettagli ma in relazione al pubblico per il quale il vino è pensato, più giovanile rispetto a quello della linea classica. Nel packaging troviamo sempre elementi legati al territorio veicolati da una veste grafica più innovativa e fresca, come la vite fustellata e il simbolo di fantasia in lamina che riunisce il concetto di hashtag e tendone abruzzese. Gli stessi elementi sono riportati per una facile riconoscibilità anche sul cartone da 6 bottiglie.

Int3gral3 invece comunica la sua naturalezza e il rispetto per l’ambiente mediante una carta molto grezza, “raw” ma non rinuncia allo stile grazie ad una simbologia semplice ma chiaramente evocativa di alcuni elementi naturali come il suolo, le radici e la vite, messi in evidenza da apposite vernici lucide e in rilievo.

Impera01, prodotto nato per dare risalto alla nuova denominazione Roma Doc a livello internazionale, tramite un design che unisce in maniera perfetta simboli iconici della città, ad un design forte e moderno.
In questo caso, a svolgere la prima fondamentale parte del lavoro, ovvero l’attrazione, sarà l’etichetta, che con il suo color rosso acceso e la particolare composizione tipografica, sarà facilmente distinguibile e di impatto rispetto ai prodotti simili
presenti a scaffale scaffale.

Il packaging non termina la sua missione con la bottiglia ma prosegue con il box cartonato per l’acquisto delle sei bottiglie o la vendita all’ingrosso. Anche qui troviamo ampia riconoscibilità, ordine e cura nei dettaglia. Il concetto di immagine coordinata prosegue quindi nei materiali collaterali di supporto alla vendita e allo stoccaggio.

La strategia di creazione dei materiali prosegue con le edizioni limitate disponibili nel formato magnum da 1,5L connotato da un elegante astuccio in solido cartone rivestito da carta patinata. Perfino il formato da 5 litri in bag in box punta ad esaltare il valore iconico del packaging e la qualità di questo prodotto smarcandolo da una concezione di basso valore spesso associata al bag in box.

il packaging del vino impera nel formato da 1,5L

Appare evidente che per poter dar vita ad un’etichetta innovativa, al passo con i tempi, bella da vedere e che faccia presa sull’osservatore, bisogna saper padroneggiare i mezzi, i materiali e le nuove soluzioni che il mondo della grafica e della tipografia mette a disposizione, nonché saper gestire i rapporti con i fornitori dei migliori materiali al fine di individuare soluzioni adattabili al proprio vetro e alla propria mission aziendale. Per questo, quello della progettazione grafica, dal concept alla realizzazione, è un lavoro che non può esser svolto da chi non padroneggia tutti i giorni questi elementi in maniera professionale ma va demandato ad uno studio interamente dedicato al mondo del vino come Civinization.

Con il packaging del vino si può inoltre condurre azioni non solo di comunicazione ma anche di marketing
avvicinando il cliente al proprio prodotto mediante CALL TO ACTION (CTA), o più semplicemente in italiano “chiamata all’azione” (ovvero quell’insieme di particolari che in un prodotto, in un articolo o un’applicazione, porteranno l’utente a svolgere determinate azioni in funzione del suo interesse o curiosità). Per fare un rapido esempio, esattamente quello che abbiamo fatto poco fa, invitandoti alla visita del nostro portfolio per scoprire Impera01.

Ma come possiamo integrare il concetto di CTA al nostro packaging? Un’idea può essere quella di segnalare
tramite particolari etichette o collarini aggiuntivi la presenza di coupon o promozioni all’interno della confezione, come ad esempio: “Con l’acquisto di questo prodotto sarà possibile accedere a una visita omaggio per due persone alla nostra
degustazione in cantina”, nei casi in cui il prodotto venga venduto nel territorio di prossimità.
In questo modo non riuscirai solamente a far acquistare il tuo prodotto tra tanti altri, ma andrai a creare
un’immediata relazione con l’acquirente, invitandolo a tornare da te, o, nei migliori dei casi, spingendolo a
consigliare il tuo vino ad amici e a parenti. In questo modo riuscirai a trasformare un semplice contenitore
in un vero e proprio vettore di marketing.

Quindi ricorda, se vuoi realmente far capire la qualità del tuo vino, fa sì che il suo acquisto non sia solo un
modo come un altro per far portare a casa un prodotto alimentare, ma qualcosa che possa invece regalare una vera e
propria irripetibile esperienza.