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i trends del mercato del vino per il 2021 e 2022

Possibilità e trends della ripartenza del vino per il 2021

Entro fine anno le stime proiettano le vendite globali di vino ad un rasserenante +3% per poi tornare entro il 2023 ai livelli pre-Covid e crescere fino al 2025.

Abbiamo già analizzato quelle che saranno le tendenze che guideranno il mercato del vino ma riproponiamo alcuni aggiornamenti elaborati da IWSR Drinks Market Analysis e Wine Intelligence che è bene conoscere per evitare di esser togliti fuori dalle preferenze dei consumatori.

Tra i principali fenomeni che guideranno il trend positivo della vendita di alcolici troviamo l’ampia offerta di e-commerce e degli RTD (Ready to Drink) nonché dalla crescente sofisticazione dell’offerta per il consumo domestico.

Ecco le tendenze chiave che guideranno il mercato globale del vino nel 2021/2022

Anche se parlare di e-commerce legato al mondo del vino è meno scontato di quel che si pensi (per via delle politiche di vendita e degli accordi che le cantine hanno con distributori e rete commerciale e per il lavoro che un e-commerce necessita per poter attrarre clienti) è palese che la situazione generata dal Covid ha stimolato la nascita di migliaia di e-commerce per la vendita del vino, sia come negozi singoli di specifiche cantina sia come marketplace.
Forse è ancora presto per predire esattamente quale sarà il futuro di questo strumento e se avrà vita fortunata o le modalità di acquisto torneranno alle tradizionali. Tuttavia l’alto livello di investimenti e assunzioni in questo ambito nell’ultimo anno fanno presumere che la sua vita non sarà limitata al breve termine.

I consumatori sfruttano sempre di più gli e-commerce per confrontare disponibilità e prezzi, salvare liste di vini preferiti da acquistare nel momento opportuno di necessità o offerta.

Secondo l’IWSR, l’acquisto di vino online sarà assecondato dall’allineamento delle leggi per acquistare e spedire gli alcolici. In questo particolare scenario si inserirebbero con il loro mercato favorevole anche gli Stati Uniti. A seguire Brasile, Cina, Regno Unito e Australia.

La presenza dei BiB (Bag in Box) e delle lattine comincia a farsi significativa e la scelta da parte dei consumatori per questi formati sembra sia stata accelerata dalla pandemia.
Le maggiori vendite di vino bag-in-box vengono registrate negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone, mentre la familiarità con la lattina sta avendo un buon rendimento negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia -, non a caso forti mercati di RTD, bevande pronte da bere.

Mentre si ipotizza che l’espansione del formato bag-in-box sia una tendenza temporanea guidata dalla necessità di modificare le abitudini d’acquisto durante il lockdown, ma anche dall’aumento della qualità media del prodotto favorita anche da una tecnologia del packaging più favorevole alla conservazione e stoccaggio del prodotto, quella del vino in lattina dovrebbe godere di vita a più lungo termine.

A favorire la fiducia del consumatore in confronti della lattina troviamo la convenienza, la presunta sostenibilità, il favore di un pubblico giovane, la versatilità e il marketing.

Quello della sostenibilità è un concetto che è uscito rafforzato e ancor più ricercato dalla pandemia, forse proprio anche a causa della ricerca di salute e benessere. Non servirebbe neanche dirlo ma questi aspetti sono i principali fattori trainanti verso il vino biologico, biodinamico e a basso contenuto alcolico. Il favore verso queste tipologie di prodotto e di conseguenza la ricerca è maggiormente veicolata dalle giovani generazioni, in particolare Millennials e Gen Z. E ricordiamoci che se son giovani oggi non lo saranno domani e saranno loro a rappresentare il mercato in futuro.

Il vino ha accusato pesantemente il colpo delle chiusure del canale horeca perdendo inevitabilmente possibilità di vendite. Tuttavia il maggior tempo a disposizione per la preparazione dei pasti dovuto alle situazioni che lockdown e smartworking hanno generato e alla necessità di creare situazioni di svago e con vivacità tra le mura domestiche ha portato il consumo di vino dall’on-trade all’off-trade, aiutando il settore a parare il colpo. La maggior fruizione del vino a livello casalingo si ipotizza che sarà una tendenza destinata a rimanere nell’anno a venire trainata da spumanti e vini rosati.